AREE D’AZIONE

Unità di Paesaggio:

Catalogna

1
2
3
4
5
6
1

UP Vall de Rialb

2

UP El Montmell

3

UP Aspres

4

UP Replans de Berguedà

5

UP Capçaleres del Llobregat

6

UP Serres d’Ancosa

Il progetto consta di sei unità di paesaggio (UP) contrastate e rappresentative del territorio catalano e due in Italia, dove si stabiliranno gli appezzamenti dimostrativi dell’attuazionei

UP Vall de Rialb

La struttura visiva di quest’unità è caratterizzata dalla geometria avvallata del bacino  idrografico del fiume Rialb, coperto da una vasta estensione vegetale. La parte nord dell’unità corrisponde a una densa struttura montagnosa che si trova, in prevalenza, tra i 500 e i 1.000 m d’altitudine, con una pendenza media di circa il 30%.

È un territorio a chiara vocazione forestale, con scarse limitazioni per la crescita degli alberi, dove risalta il verde dei pini che forma un manto spesso continuo, interrotto soltanto da rocciaie che, in alcuni tratti, si presentano molto compatte formando delle scarpate. L’economia principale del territorio è lo sfruttamento forestale, ma non in modo intensivo, e l’attività è fortemente in calo.

UP Montmell

La catena del Montmell è lo sfondo predominante e l’elemento peculiare del paesaggio. È formata da un insieme di montagne e colline calcaree dall’aspetto aspro; cresce d’altitudine in diagonale, da sud-ovest fino alla parte centrale dell’Unità, e culmina a nord con gli 861 metri della cima della Talaia. I suoi versanti si trovano perlopiù ricoperti da vegetazione arbustiva e pinete di pinus halepensis, raggiungendo nel complesso un 89% della superficie totale dell’Unità.

UP Aspres

Nel paesaggio degli Aspres risalta la vasta estensione della vegetazione spontanea, con un 72% della superficie totale. In essa va distinta l’area corrispondente ai boschi (32%) da quella attribuita a macchie di arbusti e prati (38%).

A ovest del Llobregat c’è una chiara predominanza del bosco di sclerofilli, per la precisione di querce da sughero o boschi misti di querce da sughero e querci. Nel sottobosco convivono piante forestali tipiche dei querceti con altre eliofite grazie all’ambiente relativamente luminoso consentito dalle chiome poco folte dell’albero predominante.

UP Replans de Berguedà

Nel settore Replans de Berguedà il paesaggio comprende un’intersezione di bruschi rilievi al nord e piccole montagne e dolci colline scaglionate (ripiani) nel sud, che formano un mosaico agroforestale costituito principalmente da pinete, cespugli, prati e cereali.

Sarà eseguita su un totale di 15 ettari su masse in rigenerazione postincendio e nelle masse adulte (P. sylvestris).

UP Capçaleres del Llobregat

Il paesaggio delle Capçaleres del Llobregat risalta per il suo carattere prevalentemente montagnoso e scosceso, con notevoli rilievi calcarei e anche per la predominanza del manto forestale. Il peculiare profilo del massiccio del Pedraforca contraddistingue l’Unità.

Il 69,2% è coperto da boschi, prodotto del gran numero di catene e montagne che lo conformano. Sono presenti quasi tutti i tipi di bosco della Catalogna nel corso della sua evoluzione altitudinale

UP Serres d’Ancosa

Le Serres d’Ancosa sono caratterizzate prevalentemente da catene montuose basse e medie orientate da sud-ovest a nord-est. Predominano macchie, arbusti e boschi, oltre ai terreni coltivati, nelle zone più pianeggianti.

La vegetazione copre gran parte del territorio, un 71,55%. Per la maggior parte si tratta di pinete di pinus halepensis, boschi secondari che hanno rimpiazzato querce e roveri e che, in generale, occupano i versanti.

Unità di Paesaggio:

Italy

1
2
1

CANSIGLIO

2

LORENZAGO DI CADORE

Unità di paesaggio (UP) incluso nel progetto

Regió del VENETO

  • Cansiglio
  • Lorenzago di Cadore

CANSIGLIO

Descrizione generale del sito

L’area è situata nella regione Veneto, in provincia di Belluno (al confine con la provincia di Treviso). È parte della Riserva naturale biogenetica “Pian Parrocchia-Campo di Mezzo” (istituita nel 1977).

Il bosco, in cui la specie dominante è il faggio (Fagus sylvatica), si estende su una superficie di 667 ettari, interamente compresa all’interno delle Zone di protezione speciale (ZPS, 79/409/CEE) e nei Siti di importanza comunitaria (SIC, 92/43/CEE). Dal 1996 il bosco ospita anche un sito della Rete nazionale per il controllo degli ecosistemi forestali (CONECOFOR), parte del UN/ECE (ICP Forests, http://www.icpforest.org) che, nel 2009-2010, è stato monitorato nell’ambito di LIFE+ FutMon (http://www.futmon.org).

Il bosco ha una lunga tradizione di gestione forestale: le regole fondamentali applicate sono diradamento moderato dal basso diradamento misto, ripetuti ogni 20 anni, mentre la rigenerazione avviene per regime di tagli successivi. In generale, per ogni intervento si estraggono 700-1000 m3 di legno, su una superficie compresa tra i 10 e i 15 ha. La gestione forestale è affidata all’Ufficio territoriale carabinieri per la biodiversità (UTCB) di Vittorio Veneto.

Descrizione dell’area di sperimentazione

L’area sperimentale selezionata per LIFE+ CLIMARK si trova in un settore di faggi ad alto fusto di età compresa tra i 120 e i 145 anni, a un’altitudine tra i 1 100 e i 1 200 metri s.l.m. Attualmente non viene definita l’età del taglio finale per adeguarsi alle funzioni ricreative, paesaggistiche e di mitigazione dei cambiamenti climatici emergenti. I parametri del sito (altitudine, posizione, suolo, quantità e andamento delle precipitazioni) sono ottimali per la crescita del faggeto e tali condizioni consentono di prolungare il tempo di permanenza delle colture (lunghezza della rotazione).

Una superficie di 35 ettari, suddivisa in nove (più uno) settori, è stata destinata alle prove di gestione di LIFE+ ManFor C.BD. (www.manfor.eu). Tre opzioni sono state identificate e assegnate in modo casuale in tre repliche ai settori (da 1 a 9). All’interno di ciascun settore è stato creato un raggruppamento di tre aree permanenti di campionamento circolare, secondo un disegno sistematico per rilevare i parametri di misurazione (specie, diametro a petto d’uomo, altezza, posizione degli alberi, valore sociale, proiezioni delle chiome, ecc.

Per il sito del Cansiglio sono state proposte le tre opzioni seguenti:

  1. Normale (locale): la gestione tradizionale che consiste nel diradamento moderato dal basso diradamento misto, mentre la rigenerazione avviene per regime di tagli successivi. La selezione degli alberi è stata effettuata dal personale dell’UTBC sotto la guida del personale di LIFE+ ManFor C.BD;
  2. Innovativa: consistente nell’identificazione di un numero non fisso di alberi isolati e ben sviluppati (di solito nelle posizioni sociali predominanti) e nell’assottigliamento delle chiome dei concorrenti vicini per promuovere una migliore crescita di determinati alberi a livello di chioma, fusto e radice.
  3. Intervento ritardato: l’intervento ritardato a una fase successiva viene sperimentato nel contesto della gestione dei boschi di faggio ad alto fusto in virtù della sua ampia applicazione in Italia (ad esempio nei parchi nazionali, nelle riserve)

Per la prima volta è stata creata anche un’ulteriore area (non replicata), “l’isola d’invecchiamento”. Si tratta di un’area di 2-3 ettari in cui gli alberi vengono lasciati invecchiare indefinitamente fino alla morte e alla decomposizione; si creano buchi e aperture sui tronchi, una parte dei fusti vivi è parzialmente tagliata lungo la circonferenza esterna fino all’area di cambio per farli diventare alberi morti, o lasciata cadere a terra per creare microhabitat, nicchie e corridoi per gli insetti e la microfauna.

LORENZAGO DI CADORE

Descrizione generale del sito

I boschi del comune di Lorenzago di Cadore, situato nella regione Veneto, in provincia di Belluno, coprono una superficie complessiva di 1100 ettari e sono caratterizzati da popolamenti misti di abete rosso, abete bianco, faggio e larice (Picea abies, Abies alba, Fagus sylvatica, Larix decidua). L’area di Lorenzago di Cadore è all’interno di una delle più grandi Zone di protezione speciale delle Alpi (ZPS IT3230089 “Dolomiti del Cadore e Comelico”) e comprende due Siti di importanza comunitaria (SIC, 92/43/CEE). I boschi di Lorenzago sono certificati PEFC per la Gestione forestale sostenibile.

Descrizione dell’area di sperimentazione

Il sito selezionato nell’ambito di LIFE+ ManFor C.BD. si trova in un bosco disetaneo misto di conifere (abete bianco 51%, abete rosso 46%, larice comune 2%, faggio 1%) a un’altitudine compresa tra i 925 m e i 1220 m s.l.m., tradizionalmente gestito secondo il sistema di selezione.

Le prove di gestione forestale sono state effettuate su 25 ettari, sono state sperimentate le due diverse opzioni di gestione elencate di seguito:

  1. Normale (locale): Ogni n anni la pratica prevede le seguenti operazioni contemporanee: i) esbosco di alberi adulti; ii) diradamento a livello intermedio; iii) tagli secondari progressivi intorno alle zone di rigenerazione già esistenti per promuoverne la crescita; iv) abbattimento completo dei tronchi danneggiati e degli alberi secchi. Il sistema di trasporto a cavallo utilizzato in passato permetteva l’esbosco frequente di alberi adulti isolati; l’attuale uso dei trattori rende possibile l’esbosco, ma deve in qualche modo concentrare il materiale caduto al suolo.
  2. Innovativo: L’esbosco contemporaneo di pochi alberi adulti e il diradamento di alberi di medie dimensioni sono organizzati in piccoli gruppi e consentono interventi minimi con la raccolta meccanizzata. Un’innovazione è rappresentata dall’apertura di tagli rasi a strisce di 60 m di lunghezza (1½ altezza superiore) e 20 m di larghezza (½ altezza superiore). Questi “sfoltimenti leggeri” sono orientati in direzione NO-SE. Gli alberi a foglia larga e la rigenerazione giovane lungo le strisce sono favoriti e poi rilasciati. Viene promossa la rigenerazione del faggio (eradicato in passato a causa del suo scarso valore rispetto all’abete bianco o rosso) per migliorare la diversità delle specie arboree.

Nel sito sono state istituite 6 aree di campionamento permanente (30 m di raggio) per rappresentare la variabilità del bosco e dei trattamenti.